Respira

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Nell’attesa che la mia bimba si prepari a nascere, relax e passeggiate nel verde mi riconnettono alla natura. Si raccolgono semi per il prossimo anno, si sperimenta il canto carnatico.

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Respira.
Sarai madre per tutta la vita.
Insegnale le cose importanti. Quelle vere.
A saltare pozzanghere, ad osservare gli animali,
a dare baci e abbracci fortissimi. 
Non dimenticare questi abbracci, e non negarglieli mai.
Può darsi che fra qualche anno gli abbracci che ti mancheranno
saranno proprio quelli che non hai dato.
Dille quanto le vuoi bene, ogni volta che la pensi.
Lasciala immaginare. Immagina con lei.
Le pareti si possono ridipingere.
Gli oggetti si rompono e si possono sostituire.
Le urla della mamma fanno male per sempre.
Puoi lavare i piatti pi√Ļ tardi.
Mentre tu pulisci… lei cresce.
Lei non ha bisogno di tanti giocattoli.
Lavora di meno e ama di pi√Ļ.
E, soprattutto, respira.
Sarai madre per tutta la vita.
Lei sarà bambina una sola volta.

Jessica G√≥mez √Ālvarez

Estate 2020

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“Estate, sei calda come le notti che ho perduto…”

Questo 2020 ha un’estate con una storia tutta sua: post-pandemia, un bel pancione che mi tiene compagnia. Approfittiamo della casa in campagna per ristorarci dal caldo ed isolarci dal mondo preparandoci ad accogliere nel migliore dei modi la nostra bimba.

Oggi √® l’ultima luna piena prima della data prevista del parto, e nonostante le caldane sofferte nella notte, mi sento creativa e preparo dei libricini in bianco e nero seguendo il metodo Montessori.

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Ormai il lavoro non √® pi√Ļ fonte di distrazione, e posso dedicare tempo agli esercizi per il parto, alle camminate, agli ultimi acquisti ed a meritati riposini diurni. Sono stati otto mesi davvero speciali e quest’ultimo mese ha un sapore diverso. Da un lato mi sento libera e leggera, dall’altra iniziano le prime preoccupazioni per la nascita della bimba. Per fortuna, il libro di Mama Natural mi aiuta con le sue birth affirmations. E’ stato davvero un acquisto prezioso per tutto il supporto e le informazioni che mi ha fornito.

Il mio corpo è forte e sa cosa fare.
Mi fido della naturalezza del parto e del mio istinto.
Nella calma, trovo la forza. 
Ogni contrazione mi avvicinerà alla mia bambina.

 

 

 

 

Ti prometto (trentunesima settimana)

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Ti prometto che riceverai
tutto l’amore di cui hai bisogno:
che sarai guidata e sostenuta
nei tuoi passi e nelle tue scelte.
Ti prometto che ti regalerò sogni,
ed asseconderò i tuoi.

Ti donerò la mia immaginazione
e la meraviglia continua
per la natura e la diversità.
Ti aiuterò a comprendere le tue emozioni
ed a renderti una donna forte e libera.

Ti prometto che sarai per me
la freccia scoccata dall’arco:
carica della mia energia ma
libera da legami.
Questo ti prometto, mia piccola Rossana.

 

Babywearing e dintorni

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Nell’immaginario comune, le coppie di neogenitori spingono una carrozzina col neonato a bordo. Lenzuoline e copertine, magari un doudou con l’odore materno. Portare in fascia invece riguarda ancora una nicchia di genitori. Da alcuni viene visto come una moda passeggera, come se non ci fossero milioni di mamme che portano il proprio bimbo a contatto, dall’Ecuador all’Indonesia.

Stessa cosa per il contatto pelle a pelle post-parto, che non viene incentivato in tutti gli ospedali. Neonati “rapiti” per visite e misurazioni, che tornano dopo ore dalla mamma o addirittura collocati nel nido se √® stato necessario il parto cesareo nonostante la possibile presenza del pap√†. Proprio nelle ore pi√Ļ importanti per il bonding e l’avviamento dell’allattamento, il neonato viene privato del contatto coi genitori.

Dal conflitto medici-ostetriche, ai negozianti che sponsorizzano la vendita di set trio piuttosto che supporti bebé, si deve contare su se stessi e sul proprio pensiero critico per valutare le diverse alternative. Ed in un momento emozionante ma delicato come la gravidanza, quando gli ormoni fanno il bello ed il cattivo tempo e tanti pensieri si accavallano tra loro, non avere scale di grigi ma solo tifoserie e pareri contrastanti su questo tema di certo non aiuta.

Spero quindi che in futuro questa situazione cambi e vengano fornite tutte le informazioni necessarie ad essere consapevoli e poter quindi scegliere la soluzione migliore senza categorici. In medio stat virtus.

Nel mentre vi consiglio questa divertente e realistica lettura sul babywearing: 11 (s)vantaggi del babywearing….quando vi chiederanno perch√© portate in fascia potrete anche ‚Äúsolo‚ÄĚ dire: mi fa bene al cuore!

La consapevolezza e l’amore, forse, sono la stessa cosa, perch√© non conoscerete niente senza l’amore, mentre con l’amore conoscerete molto.
F√ędor Dostoevskij

 

Rossana

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Chissà come sarai,
coccolona o schiva
vivace o sorniona.

Chissà cosa mi dicono di te
i colpetti nella pancia.

Chissà che scoperte faremo assieme,
tu che ti affacci al mondo
ed io che divento mamma.

Per ora, mi limito a sorridere
ad ogni tuo movimento,
cercando di seguire con una carezza
il tuo corpicino sotto la mia pelle.

 

Pannolini lavabili

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Per nulla pubblicizzati, oggetto di tifoserie e pregiudizi, i pannolini lavabili rappresentano una delle tante facce del diventare mamma. Chi non li prende neanche in considerazione, chi teme brutte esperienze e centinaia di lavatrici in pi√Ļ, chi vuole usarli fin dalla nascita etichettando gli usa e getta come il male assoluto.
Mi sono avventurata in questo mondo grazie alle esperienze condivise da alcune amiche mamme, e ne sono rimasta travolta. Tanti modelli, tanti assetti diversi e modalit√† di stoccaggio: ogni mamma ha la sua percezione e come ben sappiamo ogni bimbo √® unico (e speciale!) e fa caso a s√©. Ma la cosa bellissima √® l’amore che si respira in ogni commento, blog o articolo scritto sul tema da mamme per mamme. Si percepisce come il pannolino lavabile venga scelto come coccola per i bimbi e per il mondo, irritando ed inquinando molto meno degli usa e getta.
Di fronte a questo, tutti dovrebbero esentarsi dall’esprimere giudizi negativi o dare previsioni di fallimento alle future mamme che ci vogliono provare perch√© gi√† solo il tentare dovrebbe essere apprezzato. E quindi, dopo un bell’acquisto mirato e ragionato, mi preparo quest’estate al loro utilizzo conscia dei problemi che potr√≤ incontrare ma che non faranno altro che farmi crescere come mamma e come persona.

Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio.

Samuel Beckett

Viaggiando col caffè

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Il caffè è un rito, un piacere da gustare ovunque. Ho tantissimi ricordi associati ad una tazza di caffè. Ora che viaggiare è difficile, approfitto del caffè per tornare con la mente a:

Parigi: caff√® con gli amici nella cucina del coll√®ge d’Espagne, Cit√© Universitaire. La mia moka verde, ormai malandata, ha fornito le basi per diverse conversazioni domenicali.

Ginevra: caff√® di conforto coi colleghi, nelle notti di turno all’acceleratore del CERN.

Malargue: le mattine fredde scaldate dal caff√® solubile sciolto nell’acqua del thermos offerto da Santiago.

Quito: una piccola caffetteria vicino alla cattedrale, noi che la inauguriamo all’apertura per via del jet lag che ci rende ancora pi√Ļ mattinieri del solito.

Madrid: caffè di tarda mattina con le migliori amiche, durante il mio addio al nubilato.

Reykjavik: caff√® al rientro delle escursioni nell’area comune dell’ostello Kex.

Quy Nhon: caff√® nero con latte condensato nel dehor dell’hotel Seagull, con tanto di frutta tropicale e ciotola di pho.

Torino: caff√® da Starbucks in centro, l’ultimo preso fuori prima del lockdown e delle mascherine.

Lei deve sapere, carissimo ingegnere, che il caff√® non √® propriamente un liquido, ma √® come dire una cosa di mezzo tra un liquido ed un aeriforme, insomma una cosa che non appena entra a contatto con il palato sublima, ed invece di scendere sale, sale, vi entra nel cervello e l√† resta quasi a tenervi compagnia, e cos√¨ succede che uno per ore ed ore lavora e pensa:¬†ma che bellu’ caf√® ca me so pigliato stamattina.

Luciano De Crescenzo