Sulle orme di Togo

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Tore Albrigtsen è un musher, un conduttore di slitta trainata da cani. Oltre a partecipare alle gare con la slitta in giro per il mondo, Tore gestisce la sua compagnia turistica Active Tromso, organizzando escursioni ed attività di dog sledding per i turisti con base a Tromso. Abbiamo avuto la fortuna di passare un’intera giornata con lui, imparando a condurre una slitta trainata da 5 cani 🙂

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Difficile descrivere le emozioni che si vivono: la gioia di vederli correre, lo stupore di vederli mangiar neve ed ululare in fremente attesa di ripartire. Cani perfettamente addestrati, dal leader in prima linea fino alle retrovie dedicate al traino.
Sicuramente non è un’attività semplice, soprattutto quando bisogna rallentare o addirittura frenare completamente. Essendo caduta un paio di volte, è per me inimmaginabile pensare ad avere una slitta trainata da 14 cani, come quella che conduce Tore nelle gare!

Dopo le 2 ore di corsa sulla slitta, abbiamo passato un po’ di tempo coi (92!) cani di Tore e ci siamo riscaldati attorno al fuoco ascoltando i racconti delle corse a cui aveva partecipato. L’Iditarod in Alaska è sicuramente la più leggendaria: ripercorre le tracce del musher Leonard Seppala e del suo cane leader Togo (e non di Balto, come erroneamente si credeva in passato) che percorsero 400 km per portare il siero antidifterico a Nome.

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Pluto, uno dei 92 cani di Tore

Vivere sulla nostra pelle un’attività così fuori dal comune e di così grande simbiosi con questi cani affettuosi, forti e determinati è stato bellissimo ed è stato un enorme piacere incontrare Tore. Al ritorno dalla Norvegia, abbiamo visto il film Togo e sicuramente l’abbiamo guardato con occhi e cuore diversi.

Alla ricerca delle aurore boreali

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Siamo andati a Tromso nelle vacanze di Natale, principalmente per vedere le orche nel mare aperto ma anche con la speranza di ammirare le aurore boreali.
Le aurore si possono osservare solo nelle regioni polari poiché ai poli la concentrazione di particelle cariche provenienti dal sole è maggiore per via del campo magnetico terrestre. Ma l’attività solare non è costante e di conseguenza le aurore boreali non sono visibili sempre. E’ inoltre necessario un cielo terso e sgombro di nuvole per poterle vedere, e quindi si dipende completamente dalle previsioni. E visto che il clima vicino al mare dipende fortemente dal vento, spesso le previsioni non sono corrette e ci si ritrova in una tormenta di neve (come ci è capitato!) nonostante il cielo limpido fino a mezz’ora prima!
Per fortuna, i tour operator di Tromso che organizzano le escursioni sono onesti ed ammettono senza problemi se non è la giornata giusta, rimborsando l’intera spesa.
Nel nostro caso, abbiamo dovuto annullare l’escursione prenotata mesi fa per via della neve incessante e prenotarne una per il giorno successivo, per cui le previsioni erano leggermente migliori. Purtroppo, solo tramite foto a lunga esposizione e viaggiando fino al confine della Finlandia alla ricerca di un angolo di cielo sgombro da nuvole, abbiamo potuto vedere qualcosa: un alone verde nel cielo stellato!

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Aurore di bassa intensità, Photo credits: Aona www.northernnorwaytravel.no/

Non è sicuramente l’aurora che ci aspettavamo, ma è stato divertente passare la notte ad inseguire il cielo stellato. Perché come diceva la nostra guida Aona, la prima missione in una caccia alle aurore è quella di trovare le stelle! 🙂

Così, se siete in procinto di partire per il Nord sperando di vedere le magiche northern lights, qui di seguito qualche consiglio che spero possa esservi utile:
1. verificare sul sito Aurora Service l’attività solare real-time: sotto i 3 KPI sarà difficile vedere le aurore, e comunque l’effetto nel cielo sarà simile a quello della foto qui sopra.
2. verificare le previsioni del tempo e, se si può partire per un last-minute o si deve ancora pianificare il viaggio, prediligere i mesi invernali in cui le precipitazioni sono al minimo (da quanto so, febbraio e marzo sono i mesi più indicati).
3. le cose belle si fanno attendere sempre…non perdere la speranza di vederle fino all’ultimo giorno di vacanza! Il giorno dopo, pronti per l’avventura successiva, abbiamo potuto ammirare le nubi madreperlacee sul cielo albeggiante. Dovute ad un effetto completamente diverso da quello delle aurore, sono nubi che si formano nella stratosfera e che riflettono la luce del sole, che a dicembre non si fa mai vedere così a Nord. Ancora più rare delle aurore, è stato uno spettacolo incantevole sopra la nostra testa per l’intera mattina!

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Polar Stratospheric Clouds, Photo Credits: Andrei www.enjoythearctic.no

 

Wabi-Sabi

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wabi 侘 : povertà, semplicità
sabi 寂 : bellezza che nasce dal passare del tempo

Il wabi-sabi, derivato dal buddismo zen, significa muoversi leggeri per il mondo apprezzando ciò che si incontra e che si vede. E’ ricerca della semplicità attraverso intelligenza e sensibilità.

Tutt’attorno, non un fiore sbocciato
né bagliori di foglie d’acero
l’unica capanna di un pescatore
sola sulla riva del crepuscolo
di questa vigilia d’autunno.

Fujiwara no Teika

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Estetica wabi-sabi nella cerimonia del tè (credits: dtt0306)

Nell’estetica, il wabi-sabi rappresenta una bellezza effimera e potenziale. E’ il principio di un bocciolo, la bellezza evocativa di un dettaglio e non la maestosità di un paesaggio. Dal punto di vista morale, wabi-sabi significa capire quando è il momento di scegliere e quando invece è importante lasciare che le cose seguano il loro corso. Riguarda l’equilibrio tra il piacere che ricaviamo dalle cose ed il piacere che proviamo nel liberarcene [Leonard Koren, wabi-sabi].
In una globalizzazione sempre più aggressiva e mono-direzionale, sarebbe bello importare paradigmi come questo per apprezzare maggiormente le piccole cose a scapito delle priorità dettate dalla società occidentale.

La prima tazza di tè mi inumidisce le labbra e la gola, la seconda infrange la mia solitudine, la terza fruga nei miei sterili visceri per trovarvi quasi cinquemila volumi di ideogrammi confusi. La quarta stimola una leggera traspirazione: tutti i mali della vita sfuggono dai pori. Alla quinta tazza mi sono purificato; la sesta mi assume nel regno degli immortali.

Lu Tong

L’albero di Natale

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Alla base dell’albero natalizio ci sono antiche usanze appartenenti a diverse culture. La mia preferita riguarda i vichinghi, che intorno al solstizio d’inverno solevano portare un abete rosso in casa e decorarlo con frutti ricordando la fertilità della primavera.  Si pensava che l’abete esprimesse poteri magici, poiché non perdeva le foglie neanche nei geli d’inverno.
Dopo mille anni, è ancora poetica e incantata l’immagine dell’albero addobbato e pieno di luci, fuori e dentro casa. Qualsiasi sia il significato che ognuno di noi riconosce nell’albero di Natale, spirituale o naturistico, è innegabile che sia fonte di gioia e serenità.
Quest’anno, dopo alcuni anni di letargo natalizio, abbiamo un Signor Albero in sala che ha già iniziato a custodire i regali che apriremo la sera della vigilia.  Col buio, si veste a festa con mille luci; in sottofondo l’album dei Pink Martini, scoperto per caso in un mercatino di questo dicembre magico.

L’atmosfera accende i cuori, pronti a festeggiare quel momento dell’anno in cui il sole inverte il suo cammino e ricomincia a regalare più ore di luce.

Il solstizio d’inverno reca la vittoria della luce.
I Ching

I tarocchi: specchio dell’anima

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Sono sempre stata scettica su tarocchi e divinazioni. Avendoli sempre associati alla “lettura del futuro” ho sempre guardato ad essi come strumento utilizzato esclusivamente da sensitivi e cartomanti.
Negli ultimi mesi però, per una coincidenza di incontri e di letture, mi sono avvicinata ai tarocchi marsigliesi. Sentendo infatti del loro possibile utilizzo per l’analisi psicologica (a sè stessi o agli altri) ho deciso di capire ciò che è celato in ogni arcano. Come scritto nel libro “La via dei tarocchi” di Jodorowsky e Costa, i tarocchi sono specchio dell’anima e strumento terapeutico: aiutano a sviluppare la coscienza ed a vivere e capirsi meglio, essendo un ponte tra l’intuizione e la ragione.
Ho quindi intrapreso un viaggio attraverso i 22 arcani maggiori, dal Mago (prima carta, senza numero) al Mondo (ventunesima carta). Guardando le carte e leggendone storia e possibili interpretazioni, mi sono resa conto che ognuna di esse è una sfaccettatura del nostro modo di essere. Ognuna rappresenta un atteggiamento umano o una pulsione e nessuna ha propriamente accezione negativa. Anzi, se calate su un pensiero od una situazione, ogni carta offre una chiave di lettura diversa ma sempre costruttiva. E’ come guardare un panorama attraverso una finestra di vetro colorato: la carta ci permette di avere un’intuizione a cui non saremmo arrivati altrimenti.

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Tarocchi disegnati da Loputyn, edizione Re-belle box

Per questo motivo i tarocchi disegnati da Loputyn si stanno rivelando interessanti e suggestivi. Proprio perché lontani dall’iconografia marsigliese, seppur con qualche rimando, permettono di astrarre maggiormente il concetto alla base della carta. Ci vorrà tempo per familiarizzare coi significati ed impostare una lettura efficace, ma sono contenta di essermi avvicinata a questo mondo, un caleidoscopio per guardarsi dentro.

I compleanni

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Spesso visti come momenti indesiderati nella vita, poiché associati all’invecchiamento, i compleanni sono per me un momento di riflessione e di gioia. Riflessione, perché mi fanno pensare all’anno passato ed a come ho reagito a sfide e cambiamenti. Gioia, perché è un giorno che dedico a me stessa ed alla famiglia, in cui mi coccolo e mi circondo solo di belle sensazioni.

Quest’anno, su suggerimento di un libro letto scorso mese, inizierò a redarre un Birthday Journal, con riportate le sfide affrontate durante l’anno, cosa mi ha reso fiera di me stessa e cosa vorrei realizzare nell’anno a venire. Inutile combattere contro il tempo, piuttosto è meglio farne tesoro e godere del presente.

Il tempo – quando viene braccato come un bandito – si comporta come tale; sarà sempre in un altro Paese o in un’altra stanza, cambierà nome e colore di capelli per seminarti, uscirà furtivo dalla porta sul retro del motel proprio mentre tu stai facendo irruzione nell’atrio sventolando un mandato, e lascerà solo una sigaretta accesa nel portacenere per beffarsi di te. A un certo punto dovrai fermarti tu, perché lui non lo farà. Dovrai ammettere che non riesci a prenderlo. E poi capire che non devi prenderlo. A un certo punto devi mollare, sederti e restare ferma per permettere alla serenità di venire da te.

“Mangia Prega Ama” di Elisabeth Gilbert

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Osservarsi, capirsi e diventare una persona migliore è quanto di più bello possiamo regalarci, anno dopo anno.

La magia degli acquerelli

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Uno dei regali che mi ha fatto il dottorato è stato il riavvicinamento al disegno e agli acquerelli. In loro mi rifugiavo per staccare da tesi ed analisi e lasciare andare la mente su paesaggi visti ed anatomie umane. Rispetto ad altre tecniche da pittura, l’acqua fa da padrona ed è bellissimo vedere emergere i colori sui fogli, vedere quante diverse sfumature vengono fissate su carta.
I miei primi acquerelli, comprati a Brera a Milano, non si sono ancora consumati ed in questi giorni li ho tirati fuori da una scatola nata dall’ultimo trasloco. Complice, un video trovato su YouTube in cui l’artista Jessica Cioffi, in arte Loputyn, teneva un piccolo workshop sul disegno manga.
E’ il momento di riprendere in mano matita e pennelli, in vista dell’inverno.

Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde.
Vasilij Kandinskij

Sorprese a forma di scatola

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Visto che amo le sorprese, per il mio compleanno (il 31 ottobre!) ho deciso di ordinare una subscription box rigorosamente made in Italy, contenente prodotti selezionati per stupire e dare visibilità ad illustratori, scrittori o artigiani emergenti. Fino ad ora, ne ho provate due: hoppipolla, un concentrato di contenuti creativi, e Re-Belle box, caratterizzata da prodotti ideati da donne per le donne. Indecisa, ho optato alla fine per la re-belle box, che questo mese consiste in un kit da strega (tarocchi inclusi, disegnati dalla talentuosa Loputyn) che ha ammaliato la fanciulla in me.
Consiglio di andare a curiosare sui loro siti, è stupendo poter supportare giovani artisti coltivando la bellezza dello stupore e di nuovi punti di vista.

Dicono che non stupirsi di nulla sia un segno di grande intelligenza; ma, secondo me, potrebbe essere allo stesso modo un segno di grande stupidità…
Fëdor Dostoevskij, L’idiota

 

 

Lavash

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Lavash si traduce come fruit leather, dall’Armeno. Fatta di albicocche o di prugne, è arrivata in Italia grazie ad una cara amica, dono del sole della sua terra.

Possa il Sole a Oriente,
possa il Sole a Occidente,
possa il Sole a Settentrione,
possa il Sole a mezzogiorno,
possa il Sole dare vita perfetta,
e dotarci di lunga vita.

Sūrya Upaniṣad

 

I robot di Mirafiori

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Nello stabilimento di Mirafiori, uomini e robot lavorano insieme come se fosse la cosa più naturale del mondo. Decine e decine di Maserati Levante vengono assemblate e curate nel minimo dettaglio ogni giorno, in un ambiente chiaro e pulito dove ogni passaggio è studiato ed ogni componente ha già un destino.

Comau

Con qualche somiglianza al CERN ed ai Laboratori del Gran Sasso, ma col grande spettacolo del lavoro coordinato di bracci robotici, mi sono resa conto di far parte di un gruppo industriale all’avanguardia, un made in Italy d’eccellenza.